Seno, l'importanza di prendersene cura partendo da gesti periodici

Inviato da mariomaffei il Mar, 05/04/2021 - 19:22

Dalla dottoressa Isabella Scarnera dell'Istituto Calabrese l'invito alle donne di tutte le età: “Non abbiate paura a fare l'auto palpazione e non esitate a rivolgervi ai senologi. Quanto più è precoce la diagnosi, tanto più alta è la probabilità di guarire”

Lecce – “Bastano pochi e semplici gesti per prendersi cura costantemente del proprio seno. Ma non tutte le donne hanno confidenza con l'auto palpazione. Ce ne sono ancora tante che raccontano di aver paura, altre di non esserne capaci. E', invece, una tecnica facile che possono imparare anche le più giovani”.

La dottoressa Isabella Scarnera, medico radiologo senologo, dallo scorso mese di gennaio fa parte del pool di specialisti dell'Istituto Calabrese di Lecce. Laureata nel 2000 all'Università degli studi di Perugia, si è specializzata nel 2004 al Gemelli di Roma e ha proseguito la formazione professionale in senologia all'ospedale San Paolo di Bari, con la dottoressa Antonietta Ancona.

Dottoressa, chi è e cosa fa il senologo?

“Il senologo è il medico che si occupa dello stato di salute delle mammelle. Con questo termine è possibile riferirsi sia al radiologo che al chirurgo. Il primo, il radiologo, si occupa degli esami al seno ai fini dell'acquisizione della diagnosi che può essere di benignità o meno, su cui poi lavorerà il chirurgo. Il radiologo, inoltre, può eseguire l'esame dell'ago aspirato e la biopsia e in questi casi si parla, più esattamente, di diagnostica interventistica”.

Come si svolge la visita senologica?

“La visita senologica si svolge in maniera molto semplice, senza alcun fastidio per la donna. Si parte dalla palpazione del seno. Spetta al medico spiegare alle donne in che modo loro stesse possono fare la palpazione quando sono a casa, a distanza di qualche mese dall'ultima visita. Sono gesti molto semplici, ma di fondamentale importanza”.

Perché l'auto palpazione è importante?

“L'auto palpazione è un passaggio importantissimo perché permette di controllare il seno e la sua struttura con periodicità. Solitamente si raccomanda di procedere con l'auto palpazione con una frequenza di due mesi, sempre dopo il ciclo mestruale. Basta mettersi in piedi o distese. Si può procedere anche dopo la doccia. L'importante è fare attenzione a quello che sentiamo al tatto, sotto la nostra mano. E' attraverso l'auto palpazione che riusciamo a prenderci cura del nostro seno. Le donne devono essere vigili e sono tutte nelle condizioni di auto controllarsi, indipendentemente dall'età. Aggiungo anche che non bisogna avere paura. Tutt'altro. E bisogna anche ricordare che il seno non è un organo stabile, ma suscettibile di cambiamenti, per cui possono venirsi a creare situazioni nuove tra una visita senologica e un'altra”.

Quando, generalmente, si consiglia la prima visita senologica? E con quale frequenza?

“E' consigliabile fare la visita senologica intorno ai 30 anni, a meno che non ci siano situazioni particolari relative a casi di familiarità, per cui l'età scende tra i 20 e i 25 anni. Dai 30 ai 40 anni, oltre alla visita senologica, va aggiunta l'ecografia e dai 40 anni in su, all'ecografia va aggiunta la mammografia. Quanto alla frequenza, la visita senologica va fatta ogni anno”.

Quanto conta la prevenzione?

“Moltissimo. Le visite senologiche periodiche sono importantissime perché permettono al medico di arrivare a diagnosi precoci. E nel caso in cui si riesce a pervenire per tempo a una diagnosi di tipo 1, c'è maggiore possibilità di una guarigione. Viceversa, nel caso in cui si arriva tardi con la diagnosi sub-clinica, cioè prima che lesioni diventino palpabili, si incide in maniera negativa sulla probabilità di guarigione”.

Ci sono sintomi che hanno valore di campanelli d'allarme per la presenza di lesioni?

“Sì e non vanno sottovalutati. La palpazione permette di sentire i noduli. La secrezione dal capezzolo va subito comunicata al medico, soprattutto quando è ematica non bisogna far passare del tempo. Non vanno sottovalutate neppure eventuali tumefazioni, così come i linfonodi ascellari o la retrazione del capezzolo o di alcune porzioni della ghiandola mammaria e la mastite. Proprio allo scopo di riconoscere i sintomi, le regioni hanno avviato le campagne di screening della popolazione femminile”.

Com'è cambiata, nel tempo, l'adesione delle donne allo screening?

“C'è stato sicuramente un sensibile cambiamento negli ultimi 10-15 anni, da quando cioè sono stati avviati gli screening regionali perché c'è maggiore consapevolezza da parte delle donne, di conseguenza è stata riscontrata un'adesione più elevata rispetto al passato. Le donne hanno visto che con la diagnosi precoce si guarisce dal tumore alla mammella, quindi c'è un grado più elevato di fiducia nella medicina e nei progressi compiuti dalla ricerca scientifica. Per questo, torno a ribadire, l'invito alle donne – tutte – a prendersi cura del proprio seno”.

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